martedì 14 marzo 2017

Sinfonia in rosso. Parte 26: Don Chisciotte

Dopo Long Beach Reutemann è in testa alla classifica piloti, l'accoppiata Ferrari 312 T3 + gomme Michelin sembra quella da battere, e Carlos il naturale favorito per il titolo piloti. Tutto pare andare bene per le rosse e, chissà, forse certe gerarchie si sarebbero mantenute anche più tardi nella stagione se non ci fosse stato di mezzo quel genio di Colin Chapman e la sua fantastica creatura meccanica, la Lotus 79.
A Montecarlo l'argomento clou sono le gomme, chi ha le "magiche" Michelin gongola, chi non le ha si lamenta, anche se la Goodyear fornisce nuove mescole per cercare di arginare la marea francese. La situazione non sembra però cambiare di molto durante le qualifiche: altra pole position per Carlos Reutemann e la sua Ferrari. Villeneuve invece fatica a trovare un varco tra i guardrail e i marciapiedi di Montecarlo: per i meccanici della Ferrari sarà un fine settimana di duro lavoro. Il canadese commenta:
- Sto andando a scuola tra le stradine di Montecarlo, questa pista non è per niente facile.
Poche gocce di pioggia rendono viscida la pista prima del via, poche ma sufficienti per far sì che Reutemann si assopisca al semaforo verde. La Ferrari dell'argentino viene risucchiata dal gruppo e sbattuta contro il guard rail interno di St. Devote dalla Brabham di Lauda. Per Reutemann pneumatico da sostituire e GP praticamente finito. Risalirà sino all'ottavo posto ma le premesse della vigilia erano ben diverse.
Non è che vada molto meglio all'altra Ferrari, anzi. Gilles Villenueve mentre lotta con Lauda per il quarto posto fora una gomma e sbatte, ancora, e sbatte sotto il tunnel a 200 Km/h, nel punto più veloce di Montecarlo.Il numero degli incidenti di Villeneuve in Ferrari avanza di un’altra tacca, i punti in classifica sono ancora assenti, per Gilles l'aria a Maranello si fa sempre più pesante.
Meno male che i circuiti cittadini si esauriscono con Montecarlo e, anche se il successivo GP del Belgio si corre su un circuito, Zolder, non propriamente il tempio della velocità, di pista permanente si tratta, e questo potrebbe aiutare il sempre più sotto esame Gilles Villeneuve.
A Zolder esordisce anche la Lotus 79, le prima vettura effetto-suolo schierata in Formula 1, e in pochi giri fa capire che tutte le chiacchiere fatte sino a quel momento su gomme, piloti, incidenti, sono state semplici e vane esercitazioni dialettiche.
Mario Andretti piazza la nera Lotus in pole position, lo fa con tale facilità che gli viene anche in mente tra qualifiche e gara di prendersi un aereo per percorrere qualche giro di qualificazione a Indianapolis. Colin Chapman lo convince a desistere e a concentrarsi sul solo obiettivo Formula 1. Avrà pienamente ragione.
Alle sue spalle ci sono comunque le due Ferrari di Reutemann e Villeneuve, a dimostrazione che la T3 è una macchina che può dire la sua. Come a Montecarlo però Reutemann parte lentissimo, lui dirà per problemi al cambio, qualcun altro insinuerà che ha innestato la terza al posto della prima. Come risultato nel rettilineo di partenza di Zolder - tratto d'asfalto talmente angusto che oggigiorno non ci farebbero nemmeno una corsia box - è il caos. Ne fanno le spese Lauda, Fittipaldi e Hunt, tutti subito fuori.
Andretti vola in testa, alle sue spalle c'è, per una volta fuori dai guai, l'altra Ferrari di Gilles Villeneuve. In parecchi - con il peso di dover portare a casa assolutamente un risultato come Villeneuve in quel periodo - si sarebbero accontentati del secondo posto cercando di gestire il risultato, magari pensando alle voci contrariate che lo stanno accompagnando in quella prima stagione completa in Ferrari. Ma Gilles è cuore di tuono, è Nuvolari e Caracciola messi insieme, è Braveheart e anche Don Chisciotte, per cui inizia a spingere come un matto arrivando a un tiro di schioppo dall'"astronave" Lotus 79.
Tutti cambiano le gomme, lui continua senza fermarsi, solo che al trentanovesimo giro la gomma anteriore esplode, un'altra gara gettata alle ortiche? No, il canadese rientra ai box, sostituisce gli pneumatici - e non pensate che in quei periodi un cambio gomme fosse una questione di un paio di secondi o poco più, allora la faccenda era più simile a una sosta in autostrada che a un pit stop anni 2000 - e si ributta in pista.
Recupera sino al quarto posto finale, un piazzamento che gli assicura la conquista dei suoi primi punti mondiali. Certo le critiche non finiranno con quel quarto posto, ma finalmente lui arriva una boccata d'ossigeno per lui, e un po' anche per Enzo Ferrari, severo datore di lavoro e suo strenuo difensore.
Le Lotus 79 però non le fermeranno più.
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