Test 2017 Barcellona 2: continuavano a chiamarlo Trinità

Se di trinità si parlava nelle scorse settimana con una trinità si andrà a Melbourne. Le sensazioni non cambiano granché in occasione della seconda sessione di test 2017 sempre in quel di Barcellona.
Si chiude con il lampo di Kimi Raikkonen a cui scappa il piede nell’ultimo giorno e stampa un 1.18.634 che stacca in modo quasi sospetto l’intera concorrenza. Un po’ come se improvvisamente tuo figlio ti porta a casa un 10 in matematica dopo una sfilza di 4... il dubbio che abbia copiato nasce lecito.
Penso che la Ferrari stia bleffando e che siano molto più veloci di quanto stanno facendo vedere.”
Cosi il giorno prima sentenziava Lewis Hamilton di fronte al migliore tempo di Sebastian Vettel, fatto con ampia dimostrazione di alleggerimento nell’ultimo settore di pista. In Mercedes si commenta con un leggero fastidio la dimostrazione di apparente forza rossa. Niki Lauda parla di aggiornamenti rivelatisi poco efficienti. Ma sono comunque test e la consapevolezza di essere i più forti sembra ancora quella.
Red Bull e Renault un poco a guardare, qualche guasto di troppo, ma per loro la situazione è da definirsi in pieno sviluppo con Melbourne come target per verificare la loro vera competitività e affidabilità.
A Williams Force India e Toro Rosso il compito di provare a scomodare le prime donne sopracitate. Il giovane Stroll e il vecchio Massa sembrano quelli con le armi migliori, ma per queste squadre le prima gare potrebbero essere le uniche occasioni per risultati importanti.
"Ci sono dei problemi di guidabilità ma il vero problema è che il motore non è veloce, e senza velocità le gomme non lavorano bene e non puoi frenare e settare la macchina nel modo giusto. Ci sono tante conseguenza nell'avere 20 Km/h in meno in rettilineo.”.
Indovinate di chi sono queste parole?
Con Haas e Sauber nella posizione in cui ci si aspettava di trovarle, la tragica situazione McLaren-Honda è stato uno degli argomenti forte di tutte le giornate di prove.
Più di cinque power unit sostituite, un numero improvvisato di stop in pista, motore del tutto inadeguato, impossibilità eseguire test significativi sulla competitività del telaio, due tra i migliori piloti in griglia costretti a remare in una barca piena di falle.
 Mercedes 338.5, Renault 331.2,  Ferrari 327.2... Honda 312.1. Questi i dati, impietosi.
Se faccio in pieno la curva 3? Con questo motore tutte le curve posso farle in pieno”. Non saranno certi questi commenti di Fernando Alonso a risolvere la situazione, anche perché altre teste iniziano a cadere nella struttura del costruttore giapponese. Il vero problema sembra ora come uscirne con onore, a meno di miracoli, certo quest’anno resi un po’ meno impossibili dall’abolizione del cervellotico sistema dei token, ma pensare di recuperare squadre come Mercedes, Ferrari e Red Bull in qualche mese è roba da Goldrake, Daitarn 3 e Mazinga in tutte le sue forme e colori. Roba da giapponesi appunto,

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