GP Ungheria 2017: due di cuori

Non è stata una vittoria normale quella di questo pomeriggio a Budapest per la Ferrari, a dispetto di un leadership presa da Sebastian Vettel alla prima curva e quasi mai abbandonata per 70 giri o giù di li Dietro la doppietta rossa a Budapest c'è un mostro a due teste, due motori e otto ruote. Già perché chi in gara poteva fare quello che voleva all'Hungaroring  - complice ovviamente il problema allo sterzo di Seb - non era il vincitore ma il vecchio, inossidabile, fantastico, leale, principesco nel suo atteggiamento, Kimi Raikkonen. Il finlandese ha scortato Vettel per cinquanta e giri o più, abile e irraggiungibile prigioniero tra l'incudine del compagno di squadra e il martello Lewis Hamilton.
I giochi di squadra hanno in ogni caso regalato il bello e il brutto di questa gara, lo spiegabile e l'inconcepibile, il reale e l'ipotetico, in una pista in cui da sempre preparare un sorpasso è operazione di rara difficoltà. Certo che tutto in un certo senso è stato dalle parte delle rosse, compreso e sopratutto l'aharakiri al via delle due Red Bull che in condizioni di normalità sarebbero state sicuramente della partita disputasi poi a tre Seb, Kimi e Lewis. E in quel caso probabilmente lo scudo di Raikkonen non sarebbe bastato a fermare l'irruenza dei due in blu opaco.
Se e ma che non vedranno mai la controprova, e quindi godiamoci questa doppietta e la certezza rappresentati dai 14 punti con cui Seb va in "vacanza" insieme alla sicurezza che se mondiale sarà, sarà dopo aver sparato tutte, ma proprio tutte, le cartucce per sconfiggere la mai doma armata tedesca.
Tornando ai due in blu, con un Ricciardo fuori dopo tre curve, del compagno Verstappen si è visto il brutto e il bello, con quella manovra al via che ha spostato improvvisamente  le lancette del tempo di 12 mesi, ma anche con una rimonta fantastica poi che lo ha portato alle soglie del duo Mercedes.
Di Magnussen invece si è visto solo il brutto, con una manovra ai danni di Hulkenberg degna delle peggiori giostrine per bambini in riviera romagnola, e susseguente reazione arrogante nel dopo gara. Pura inciviltà sportiva.
Detto di un Alonso autore del giro più veloce e per una volta al volante di una monoposto con una minima parvenza di competitività; di un Sainz jr che stravince il derby Toro Rosso dopo aver azzeccato la partenza dell'anno; mi permetto di chiudere una considerazione, e fatta, come si dice, in tempi non sospetti.
Proprio adesso, dopo una delle gare più belle degli ultimi anni di Kimi in Ferrari, e con un rinnovo a quanto pare imminente o comunque deciso, mi vien da dire: ok Kimi, rimarrai per sempre nel mio personale olimpo, ma che la Ferrari non si faccia soffiare uno come Charles Leclerc, sarebbe un errore imperdonabile.
E adesso a Spa tocca a te Kimi. Poche palle.

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